martedì 22 maggio 2012

Festival della Dieta Mediterranea Italiana a Lecce: Michele Obama testimonial della Dieta Mediterranea

Nell’ambito del Festival della Dieta Med-Italiana, che si terrà a Lecce, il 25 Maggio, sarà firmato il documento ufficiale di assegnazione onoraria di un particolarissimo albero d’ulivo monumentale salentino, denominato “La Regina”, alla First Lady degli Stati Uniti, Michelle Obama, per l’impegno con cui stimola il popolo americano ed in particolare i bambini, a seguire uno stile di vita e di alimentazione più sano basato sui concetti fondamentali della Dieta Mediterranea e consumo di olio extravergine di oliva, come quello prodotto dall'Azienda Olearia Schirinzi.


Oltre all’aspetto simbolico dell’assegnazione, anche tutto l’ottimo olio extravergine di oliva del Salento che l’albero produrrà il prossimo autunno sarà inviato alla famiglia Obama presso la Casa Bianca.

Nei giorni scorsi la Provincia di Lecce ha inviato alla First Lady americana a Washington e, per conoscenza, all'ambasciatore Usa in Italia, Mr. David Thorne, una comunicazione ufficiale relativa al prestigioso riconoscimento con la motivazione della scelta.

La motivazione recita: “Per aver ideato e lanciato e per il grande impegno profuso a favore della campagna salutista 'Let's move!', attraverso la quale è stato attuato un importantissimo servizio pubblico affinché le nuove generazioni di giovani e giovanissimi americani potessero crescere in maniera più sana, avvicinandosi ad uno stile di vita caratterizzato da un regime alimentare più ricco in verdure, frutta e cibi naturali e da una maggiore attività fisica.

Uno stile di vita, questo, in perfetta armonia e sintonia con i dettami della Dieta Mediterranea, riscontrata e scoperta in Italia dallo scienziato americano Ancel Keys e meritevole del riconoscimento da parte dell'Unesco quale Patrimonio Immateriale dell'Umanità.

Per aver fornito un efficientissimo esempio di comportamento virtuoso, svolto in prima persona, impiantando e curando presso la Casa Bianca un orto coltivato a verdure e ortaggi e per avere, così facendo, amplificato a livello mondiale il messaggio a favore di una alimentazione più corretta, più ecosostenibile, più sana e, al contempo, gustosa e nutriente".

Dieta Mediterranea Italiana 2012, una fiera a Lecce per un’Italia da tripla A: agricoltura, alimentazione, ambiente

 La Dieta Med-Italiana - in inglese Med-Italian Diet - è un brand con cui i giovani del Salento, promotori del movimento “Repubblica Salentina”, stanno mettendo in piedi una nuova e incisiva strategia di marketing, capace di tradurre in business l’importantissimo riconoscimento mondiale della dieta mediterranea quale “patrimonio immateriale dell’umanità” da parte dell’Unesco.


L’idea è quella di far comprendere ad inglesi, americani, tedeschi, canadesi e al resto del mondo che l’ultracentenario stile alimentare italiano è in assoluto il regime più indicato per nutrirsi in maniera sana, per prevenire e combattere malattie importanti quali ipertensione, arteriosclerosi, diabete, malattie cardiovascolari, obesità, ecc., per mangiare bene senza rinunciare al gusto e, infine ma non meno importante, per raggiungere la sospirata sostenibilità ambientale.

Se questo obiettivo fosse raggiunto, si otterrebbe un notevole incremento della domanda dei nostri prodotti agroalimentari ed un incisivo ed importantissimo aumento del numero di visitatori stranieri interessati a conoscere la nostra cucina. Come dire, commercio e turismo in un colpo solo.

dolci, nella piramide alimentare della Dieta Mediterranea occupano una posizione in cima, ossia se ne consiglia un uso limitato, ma ci sono, non sono affatto banditi.

Se poi quel poco di dolce a cui abbiamo diritto ha nel suo impasto olio extravergine d’oliva Pugliese al posto del burro miele al posto dello zucchero, allora sfidiamo qualunque esperto di nutrizione, meticoloso o perfezionista che sia, a non essere un po’ più tollerante e indulgente su questo fronte.

Il Festival della Dieta Med-Italiana di fine di maggio rappresenterà un palco perfetto per presentare il nuovo prodotto dolciario; se tutto il territorio abbracciasse e appoggiasse, in un modo o nell’altro, questa nuova idea, nel giro di pochissimo tempo questa fetta del meridione d’Italia potrebbe essere sulla bocca di tutti e, magari, “nella” bocca di tutti».

giovedì 26 maggio 2011

150 anni dell'Agricoltura Italiana - Olio & Olive

Olio Extravergine di oliva a Lecce

Dal Saper vivere del Pellegrino Artusi ai dolori attorno all'albero degli zoccoli, dagli anni terribili dell'emigrazione e del fascismo alla grande rinascita delle terre e dei prodotti di qualità. Ecco perché, nel celebrare i nostri primi 150 anni, l'agricoltura italiana può, a ragione, rivendicare ciò che le spetta: il riconoscimento di tutta la nazione per aver contribuito alla modernizzazione dell'economia italiana, dando contemporaneamente dell'Italia l'immagine del Paese dalle più straordinarie eccellenze enogastronomiche. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.


"Quando ripenso alla nascita e al difficile, spesso drammatico, consolidamento dello Stato unitario, non posso non ricordare le tante stagioni vissute dall'agricoltura italiana nel corso degli ultimi 150 anni. L'agricoltura italiana non è solo lo splendido paesaggio o il sublime panorama che vediamo nelle opere dei tanti pittori che dipinsero la ‘scena' rurale tra l'Ottocento risorgimentale e il primo Novecento. La storia dell'agricoltura italiana in particolare dell'olio extravergine di oliva, è rappresentata anche dal doloroso e sofferto mondo che pianse e lottò attorno all'Albero degli zoccoli e che da quelle sofferenze si allontanò soltanto mandando via dall'Italia milioni di emigranti.
La storia dell'agricoltura italiana è rappresentata anche dalle violenze politiche e dagli immani sacrifici sociali che pietrificarono le nostre campagne negli anni del fascismo. E poi vennero le riforme e le battaglie durissime che cambiarono la nostra agricoltura nel secondo dopoguerra.
Ecco perché, nel celebrare i nostri primi 150 anni, l'agricoltura italiana può, a ragione, rivendicare ciò che le spetta: il riconoscimento di tutta la nazione per aver contribuito alla modernizzazione dell'economia italiana, dando contemporaneamente dell'Italia l'immagine del Paese dalle più straordinarie eccellenze enogastronomiche.
D'altra parte, il capolavoro dell'Artusi apparve a pieno titolo nella più mitica letteratura post-risorgimentale".

Azienda Olearia Schirinzi - Vendita olio extravergine pugliese

Olio extravergine di oliva Deodorato - Nuovo Regolamento CE

La questione dell'olio extra vergine d'oliva deodorato o difettoso con un contenuto di alchil esteri massimo di 75 mg/kg, classificato da una normativa europea allo stesso modo dell' olio extra vergine di oliva di buona qualità, ha creato un dibattito tra addetti ai lavori e sono apparsi alcuni articoli che non condividono questo punto di vista.
 Secondo le associazioni di produttori  il nuovo regolamento non apre la strada all'olio difettoso promuovendolo come extra vergine, ma è il  frutto di un compromesso necessario, che permetterà di  arginare la cattiva abitudine di vendere olio di scarsa qualità come extra vergine.
In altre parole, si dice  che per anni i consumatori hanno acquistato milioni di bottiglie  di extra vergine taroccato e adesso grazie al nuovo regolamento questo non succederà più.
 La realtà non è proprio così, visto che la  stessa Società italiana  per lo studio delle sostanze grasse ritiene l'olio con valori di alchil esteri elevati un prodotto di qualità inferiore e siccome  un buon olio non supera i 30 mg/kg, se i valori sono più del doppio è lecito avere qualche sospetto. Di fronte a questa obiezione si dice che il valore di 75 mg/kg fissato dall'Unione Europea è  destinato a essere ridotto.
 Per rendersi conto della situazione, basta dire fino a poco tempo fa era normale trovare in commercio  bottiglie con valori di alchil esteri compresi tra 100 e 400 mg/kg !
Adesso che il limite è sceso possiamo essere soddisfatti? Le risposte sono due. Da una parte ci sono gli studiosi italiani (cui va riconosciuto il merito di  avere inventato l'unico metodo analitico  per riconoscere oli deodorati e difettosi) che sono riusciti dopo anni a fare accettare il nuovo parametro a livello internazionale, permettendo così di bloccare i produttori furbi.
  Sull'altro fronte troviamo i consumatori  che, quando comprano extra vergine, pretendono di acquistare un olio extravergine a Lecce e non difettoso come è spesso accaduto prima in assenza di metodi analitici di controllo.
Dal 1 aprile 2011 però entreranno in vigore i nuovi limiti e il mercato sarà un pò moralizzato. Non è così scontato perchè  i produttori furbi continueranno a miscelare olio difettoso e olio deodorato con olio di oliva di qualità  (perché il prezzo della miscela risulta comunque appetibile) sicuri di rientrare nei limiti di legge.  Certo adesso che le regole sono definite la furberia diventa  più difficile .
L'ultima contestazione su questo argomento risale al 15 marzo 2011, quando  nelle aule del tribunale di Firenze, il Corpo forestale dello stato ha contestato alla Carapelli  il contenuto esagerato di alchil esteri di una grossa partita di olio.
 Per distinguere gli  oli buoni da quelli un po' taroccati si dovrebbe riportare sull'etichetta il valore di alchil esteri, anche se questo appesantisce le informazioni già troppo numerose. La questione è complessa ma una cosa è certa, i prezzi dell'extra vergine oscillano da 2,7 a 26 euro al litro, e di fronte ad una simile differenza i produttori, se sono seri come dicono, dovrebbero  spiegare cosa c'è veramente nella bottiglia. 

Per info sulla produzione vai su schirinzi.it